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L'ultima zitella

Salvatore Ferranti

Donne

Sono rimasta io,
ultima zitella in città,
unica e sola.
Le amiche tutte fidanzate ormai,
o sposate, sono felici,
alcune aspettano un bambino.
Anch'io vorrei averlo,
un bambino.
Ma mi manca il ragazzo,
lo sposo, il marito,
e, da sola,
non posso farlo,
il bambino,
né sposarmi in chiesa,
se non ho un uomo vicino.
Prima era diverso,
ero più giovane e cretina,
cercavo solo un ragazzino
che mi baciasse il collo,
e mi toccasse più in giù,
vicino...
Ora sono cambiata,
e conosco già il mio destino.
Ieri, la mia ultima consolazione
è fuggita via,
con un ragazzo triestino,
maledetto
mi ha lasciata quaggiù,
a soffrire da sola.
Sono ancora giovane,
potrei ancora avere altre storie,
tanti amori.
Ma in questo modo
non mi sposerei mai,
sarei sempre più sola.
Non voglio un amore, no,
voglio un uomo che
si sacrifichi con me,
che mi diventi marito,
finché morte non ci separi,
che mi accetti sua sposa.
Un abito bianco,
un lungo strascico bianco,
la chiesa piena di fiori,
piena di colori,
di gente che mi adori,
sognare almeno per un giorno...
se non troverò l'uomo giusto,
se non troverò quell'uomo,
giuro che mi chiuderò
in un convento.
Sposa o sorella di carità:
non lascerò che muoia zitella,
che mi dicano
"eccola là nella bara,
l'ultima zitella della città".

Salvatore Ferranti | Poesia pubblicata il 19/01/10 | 5368 letture| 22 commenti

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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22 commenti a questa poesia:
«Strugente quanto bella, tristissima il pensiero di questa giovane donna, ma che sento mio, anche se zitella non lo sono stata, ma adesso con la solitudine sento forte il suo desiderio e la capisco. Una poesia che mi ha toccato il cuore e mi ha fatto male. C'è chi sogna il convento in cambio della solitudine, c'è chi aspetta la via migliore, ma chi sa quando si decidera... Trovo molto bella la stesura... La storia un po' meno, troppo triste per me che credo molto in quello che ha scritto...»


«Nonostante il disuso della parola "zitella", per chi ha conosciuto questa condizione, subendola e non scegliendola come scelta di vita, il risultato, credo, sia sempre quello di un grande senso di vuoto e di solitudine.
Che però, non risolverebbe, ed anzi, aggraverebbe la condizione, abbracciando una vocazione non sentita.
Tutto, pur di non restare una "zitella".
I versi esprimono il malinconico concetto, con gradevolissima ironia.»
Anna Maria Scamarda

«Originali versi che riescono a farci comprendere quanto ancor oggi in alcune parti della terra le problematiche della donna fanno ancora soffrire. Sentita.»
Berta Biagini

«bei versi, molto profondi e come sempre scrititi con grande abilità... sempre impeccabile»


«Versi che raccontano di un particolare stato d'animo, con cui, alcune donne, affrontano certe problematiche, che presenta loro, la Vita.
Molto bella e apprezzata.»
Antonella Scamarda

«Le tue poesie sono storie di Vita... si leggono tutte di un fiato
e catturano il lettore
grande capacità descrittiva questa poesia l'ho trovata bellissima
ancora di più per come ti sei saputo immedesimare
con l'ultima zitella... bravo da fiocco rosso»
Danielinagranata

«è semplicemente commovente, di una intelligenza e grande profondità d'animo, sono pensieri rari, pensieri che sciolgono il cuore... mi ricorda Verga, la storia dela capinera, quando ci si sente nella morsa di un destino scritto da molto tempo, ma poi le altre sono davvero felici? Ne dubito
Poesia meravigliosa»
Fabrizio Diotallevi

«il titolo stimola molto interesse.
"l'ultima zitella in città"
si parla della solitudine di una donna, del desiderio d'amore, quello di esser amate, con i nostri difetti, con i nostri segreti, il desiderio di maternità...
e qui a parlare è una donna che nell'adolescenza si accontentava di illusioni e divertimenti, ma maledetto diviene il ragazzo che la illusa ed ora è scappato via.
il desiderio di un amore, che va oltre il semplice dir "ti amo", il semplice bacio o la passeggiata mano per la mano, si cerca l'amore eterno sfidante del destino e della morte.

e a parlare in ultimo è anche l'orgoglio: "e diventerò altrimenti sposa di Dio".

bellissima»
Giorgia Spurio

«Amarissimo ritratto di donna che, purtroppo, è ancora attuale nella piccola provincia italiana, anche del Nord. Un falso concetto di emancipazione, che vede le donne laurearsi, frequentare ambienti alla moda, lavorare e avere autonomia economica, ma, dal punto di vista sentimentale, i tempi sono rimasti quelli di una volta: si sogna il principe azzurro con il cavallo bianco e l'abito con lo strascico, per acquisire stima, rispetto e dignità... Per fortuna le nuove generazioni sembra abbiano intrapreso un altro sentiero, purtroppo con il rischio di "mascolinizzarsi", nel senso un po' negativo del termine...»
Nemesis Marina Perozzi

«Trovo molto attuale la tematica della solitudine vista al femminile in cui l'autore con abile maestria e un pizzico d'ironia ha saputo ben descriverne lo stato d'animo. Versi fluidi e di gradevole lettura, apprezzatissima.»
Angela Rainieri

«Versi tristissimi che cantano la solitudine, peggiorata da immagini mentali ed etichette mentali che la rendono ancorapiù dolorosa. Versi che colpiscono e non lasciano nell'indifferenza che legge!»
Raggioluminoso

   «questi versi evidenziano il forte desiderio di un nuovo vero amore, duraturo, per sempre, non dico che è più facile vincere al lotto, ma ci si avvicina, l'importante però è continuare a vedere tutto realizzato, come in un sogno, sognare aiuta e sono certa anche questa zittella come si definisce, troverà il giusto compagno, nel sud per una donna è un traguardo molto importante, altrimenti si rischia di rimanere additati dalle persone dello stesso paese, emarginati e non è certo piacevole, molo bravo l'autore nella sua descrizione reale, piaciuta tanto»
Gloria Frizzi

«dalla sensibilità e dalla bravura dell'autore una poesia toccante che rivela
un problema delle donne, passata la gioventù il timore di rimanere da sole,
versi rarefatti d'applaudire piaciutissimi»


«In contrasto con l'indipendenza femminile, questo spaccato di vita di alcune parti del mondo, da noi e non, in cui una donna che non si sposa è un rifiuto della società,guardata come uno scarto.
Magnifica poesia rappresentativa della sensibilità dell'autore, apprezzata e condivisa profondamente.»
Kiaraluna

«Ho voluto interpretare questi versi come una splendido affresco di una società del passato tratto da quel bellissimo film che ha per titolo: " sedotta e abbandonata". Poesia ricca di atmosfera, molto bella.»


«poesia intensa che rivela la solitudine di alcune donne che non riescon a trovare l'uomo giusto e sperano che presto si avveri il loro sogno... versi significativi e molto apprezzati... molto bella...»
Domenica Caponiti

«Poesia che ricalca verità assolute della nostra società. La difficoltà di trovare un uomo allaltezza o che comunque si abbini bene al proprio essere. E allora meglio una buona dose di solitudine vissuta bene piuttosto che un matrimonio riparatore alla sofferenza che si vuol dividere in due, ma se si stà male... le sofferenze si triplicano e sfociano in separazioni. Molto bene scritta, lettura molto piacevole e sentita»
Daniela Pacelli

«Credo si commenti da sola... che dire?
Incredibilmente veritiera e soprattutto malinconica... apprezzatissima!»
Antonella Bonaffini

«Versi originali, quanto malinconici che raccontano della condizione di chi, essendo sola, non vuole rimanere zitella. Perché l'idea di una famiglia, un matrimonio, di una vita a due, non passa inoservata nella mente, né si accetta, ma che per un destino crudele, ci si trova a stare soli. Il resoconto di chi, a tutti i costi, non vuole che la solitudine faccia parte delle proprie giornate e soprattutto, la consapevolezza che di lei, alla sua morte, non venga detto di essere stata l'unica zitella della città! Amara davvero, visto che non c'è niente di male esserlo. Del resto, se per non essere chiamate zitelle, ci si trova in una situazione che vale meno di niente, meglio restarci fino alla fine dei propri giorni!»
Rita Minniti

«Devo dire, essendo una commentatrice assidua di questo poeta, che il termine "zitella" - un po' greve e discriminatorio - mi ha lasciata interdetta, non ritrovavo la consueta sensibilità. Tuttavia, nella lettura, ho colto il messaggio che è quello di una donna sola per non volersi accompagnare a uomini non adatti... Quindi un contenuto che fa onore, se l'ho ben decifrato. Comunque, sempre originale.»


«Versi pieni di tristezza e amarezza visti nelle vesti di una donna che ha visto sfumare i suoi sogni d' amore e non riesce a rassegnarsi alla sua solitudine. Intensamente profonda. Stupenda.»
Cuccu Anna Maria

«Tristissima questa poesia, mette in eidenza la difficoltà delle donne ancor oggi, soprattutto nel sud. Profonda e intensa, l'autore.»



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Salvatore Ferranti ha pubblicato in questo sito:
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La prima poesia pubblicata:
 Incontro (15/10/09)

L'ultima poesia pubblicata:
 Due parole su di te (08/09/12)

Una proposta:
 Un passatempo sempre attuale (19/12/09)

La poesia più letta:
 Mia sorella (12/02/10, 17685 letture)

  


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