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Anche oltre la morte

Giorgia Spurio

Sociale

È catrame
questa sigaretta corrosa dal tempo della città

È aria nera
quella che respira mia sorella
ha otto anni e non va a scuola...

È fame incolore
che prende le piume alle rondini
per il solletico delle strade
che sanno calpestare
i piedi delle auto che sgommano
come inconsapevoli sarcofagi
di tombe di giovani

È bendata anima
nascosta come gufo grigio
nelle vie cieche
delle metropoli
dove si succhiano le pistole
al tempo regio

È silenziosa bulimia
che scorre nel sangue
delle puttane vendette

Do un calcio
alla vita
e porto il suo cadavere su spalla

Tu dici di sapere
qualcosa del mio sangue nero
e di quello impresso sull'asfalto
Tu dici di capire
cos'è la famiglia senza soldi
senza padre né lavoro
Senza madre né nuvole a cui appigliarsi
per sogni da violentare

Mia sorella è a casa
bambina stuprata come bambola
decapito le menzogne
non dirmi che sono
parte di questo mondo
il mio cuore
non ne ha mai fatto parte

Ed ora punto la pistola
alla prostituta che si dona all'inganno
di un desiderio che ossessiona
il muro di cemento
della mia dimora

Non voglio morire...
ma la palla rotola sul campo di basket
sgommano le macchine
il motore è fuso di sangue...

Sangue bianco
che fa eco di altre vendette
prende forma di gatti in sembianze di angeli
è reliquia di questo tempo...
giura sul tuo nome e sul tuo onore...
anche oltre la morte
siamo pronti a marchiare sulla pelle
il patto della nostra sorte.

Giorgia Spurio | Poesia pubblicata il 29/01/10 | 5636 letture| 19 commenti

 
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19 commenti a questa poesia:
«Penso che nulla ci sia di più aberrante della guerra che dilaga in questa Era, con le sue storie di ordinaria follia. Poesia cruda e raffinata, infiniti applausi»
RaggiodiSole

«No... neanche io faccio parte di questo mondo della indifferenza... della emarginazione... senza valori reali... razzista e ingannevole... di vite sofferte... di corpi stuprati... di selezione di colori di pelle...
Che forza espressiva... un'abilità poetica di grande spessore... un lessico di grande semplicità che la fa diventare straordinariamente bella...
Un inchino a cotanta bravura...»
Antonio Biancolillo

«Artefatta, pura, artefatta, pura, realtà, pura realtà, pura realtà emergente dolente, vera, graffiante stuprata rifiutata, accettata sconfinata ignorata, dominata calcata sulla carne sulla pelle tatuata impressa marchiata. A fuoco il villaggio è distrutto, questa non vissuta vissuta non vissuta vissuta realtà opprimente. Libera prega prega libera la mente.
Poesia eccellente.»


«riflessione sofferta e dolente su una realtà difficile da accettare, ed i suoi versi penetrano profondamente in anime disperate... dire bella è poca cosa, stupenda forse riesce a dare qualcosa in più»
Rasimaco

«L'emarginazione fa più vittime della malattia e questi potenti versi mi portano ai racconti di mia madre. Eravamo in guerra, noi abitavamo sulla linea gotica, nel mezzo fra gli esrciti che si fronteggiavano. Ogni tanto mio fratello portava a casa qualche giovane soldato, infreddolito e affamato, mia madre gli dava qualcosa da bere e da mangiare. Un giorno mio fratello fece entrare in casa un soldato di colore, mia madre ne fu molto turbata, al che il soldato le disse: "Io pelle nera ma cuore bianco!".»
Carlo Fracassi

«poesia molto sofferta, e dura... ma che arriva dove deve arrivare. molto apprezzata e condivisa questa tua riflessione.»
Salvatore Ferranti

«"Non dirmi che faccio parte di questo mondo. Il mio cuore non ne ha mai fatto parte". E' tutto qui il senso di questa meravigliosa poesia. Un vomito di sdegno. L'autrice butta tutto fuori e graffia come solo lei sa fare. Punta il dito ovviamente con la mano sul cuore. Il suo disprezzo verso chi disprezza non è sfogo sic et sempliciter. E' amore verso l'umano odiato e l'umano che non vuole amare. Su ogni argomento l'abilità di quest'a. si supera sempre. Un mondo bella.»
Giorgio Lavino

«Versi che lasciano l'amaro in bocca, Una verità pungente, che entra nel cuore del lettore, Violenza inaudita, che fà da patrona in questi versi, dove rispecchia molto la realtà, purtroppo, questo è il destino di molti emmarginati purtroppo, darsi alla violenza alla droga, ai peggior vizi e non si puo far nulla, anche se impossibile da accettare... cosi l'ho letta, bellissima davvero»


«dritta e dura... decisa... non lascia scampo... estremamente vera. .apprezzata moltissimo»
Danielinagranata

«Un urlo parlato di realtà che non vuoi accettare, poiché l'amore che porti verso il prossimo è troppo grande per farlo. Un'anima che si consuma come una sigaretta. DOLORE. RABBIA. DELUSIONE si impersonificano nella vita della metropoli di ogni giorno. Ciò ti logara, ti senti inerme e non vorresti vedere o fare almeno qualcosa... Bellisima poesia e belle l'immagini... Giorgia continua a bussare»
Edson Camagni

   «oltre la morte, oltre lo spirito, oltre noi stessi, oltre le regole imposte nel marchio di un nome impresso nell'anima, rabbia intensa, di vita, delle occasioni perdute, delle opportunità non date, del colore di anime in lotta da sempre contro le regole di una società che, custode di tesori apparenti, è estranea nell'anima e nella solitudine, nella rabbia, nelle occasioni, nelle opportunità come quei cuori inascoltati dal tempo che la rabbia ha loro concesso di avere negli antichi canti, di narrare racconti, di avere leggende, di ritrovarsi intorno al fuoco della storia scritta da penne senz'anima ma del colore nero dell'inchiostro, unica traccia di quell'anima che vive, nonostante, oltre la morte»


«Vite segnate, che non si possono comprendere fino in fondo.
Una sofferenza troppo grande che lascia spazio alla durezza e alla violenza.
Grande poesia che tocca un argomento veramente delicato sulla giustizia e la capacità d'amare dell'uomo. Quando nasciamo in questo modo non potremmo più fare nulla per risollevare le sorti del nostro destino... Esistono ancora dei binari alternativi ma la durezza dell'uomo sembra essere sempre più ridondante. per la poesia!»
Clara Gismondi

«Struggente rappresentazione di una realtà, quella della povertà, dell'emarginazione e del razzismo. E l'anima si nasconde "nelle vie cieche delle metropoli" facendo finta di non vedere... Le immagini e le metafore sono molto forti, di grande impatto emotivo. Un piccolo capolavoro»
Rossella Gallucci

«splendida rappresentazione in versi pungenti di una realtà difficile e impossibile da accettare... la realtà di color che vivono dalla parte del nero. , -davvero!»
Barbara Golini

«splendida rappresentazione in versi pungenti di una realtà difficile e impossibile da accettare... la realtà di color che vivono dalla parte del nero. , -davvero!»
Barbara Golini

«una cruda realtà insignita da queste parole che in poesia scava sin dentro nell'animo di chi soffre sviscerando lezioni da saper leggere in ogni sua riga... poesia che così ho voluto interpretare»


«Queste povere vite maledette che fanno della violenza e della miseria un binario su cui percorrere la propria esistenza a velocità dissennata. La guerra delle razze, delle classi sociali... una palla da basket che rotola sul campo non la si lascia andare ...la si acchiappa al volo per segnare... C'è tutto. E' un quadro di decadenza e di sofferenza sociale impressionante. Grande ...immensa poesia.»
Dalassa

«Mi congratulo con l'autrice per questa profonda poesia, dove essa sembra riuscire, almeno secondo la mia interpretazione, ad entrare nell'animo di chi soffre ed è emarginato.
E questo sentimento di umana fratellanza vibra in tutta la poesia, pur condotta attraverso uno schema doloroso ed avvilente di umiliata e sconfortata umanità.»


«Una considerazione dolorosa e ragionata la tua che nel suo epilogo lascia senza parole... tu mi ricordi qualcuno ogni giorno di più Giorgia... bellissima!»
Antonella Bonaffini


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La prima poesia pubblicata:
 Stuprata (27/08/09)

L'ultima poesia pubblicata:
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Una proposta:
 La forza di non temere (19/01/16)

La poesia più letta:
 Magnolie incatenate (30/12/09, 22165 letture)

  


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