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Il barbone e il bambino

giuseppe gianpaolo casarini

Amicizia

Il nome vero suo mi era sconosciuto
ricordo solo di quel simpatico signore
che dormiva sotto i ponti di Lambrate,
di giorno spesso delle bocce rassettava
i campi di un oste lì vicino a casa mia,
poi non sto a dir come io allor bambino
di quel barbone divenni poi amico suo.

Volle però un giorno di un sogno vero suo
raccontarmi da lui, barbone, mendicato
che anche lui volea come un signor sognare,
questo l'inizio: un dì nella notte fischiava
lassù il treno, come d'incanto, di quel rombante
si trovò alla guida ed ecco, oh bello: binari
immaginari e terre mai viste sconosciute,
folle la corsa non vi erano fermate... e poi?

Bambin te lo dirò se vuoi te lo dirò domani,
venne il domani, tanti domani ancora ma mai,
più mai tornò da me per continuar d'allora.

giuseppe gianpaolo casarini | Poesia pubblicata il 01/06/12 | 2532 letture| 3 commenti

 
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Nota dell'autore:

«Milano anni ' 50: sempre a ricordo di un Barbone amico mio.»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.

3 commenti a questa poesia:
«E i barboni a Milano negli anni Cinquanta (e Sessanta) dovevano essere davvero mitici, quasi come i "clochards" parigini. Una delle mie canzoni preferite da ragazzo era "El purtava i scarp del tennis" di Enzo Jannacci, ma questa poesia mi riporta alla mente un bellissimo film ad essa anteriore, quel "Miracolo a Milano" di De Sica così pregno di densa poesia da portare quasi alle lacrime e la cui scena "clou" è la conclusiva, con i barboni che si levano in volo cantando: "Ci basta una capanna, per vivere e sognar... "»
Antonio Terracciano

«barbone il cui affetto non sempre facile a trovarsi per loro in così splendore di cuore, che pur essendo bambini si schivano perché hanno pidocchi o lenini, ed è una gioia concepire in questo poetico splendore che un miracolo così pieno d'amore concede quest'essenza pura... che bella POESIA, delizia l'anima ed il cuore...è FANTASTICA è EMOZIONE»
Splendido Leotta Michele

   «Sono dovuta ritornare su questi versi rimasti impressi per la loro umanità – Inaspettata la parte finale, mi ha commosso tremendamente.»
Berta Biagini


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giuseppe gianpaolo casarini ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 26 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Amore crudele (10/05/11)

L'ultima poesia pubblicata:
 A mio padre- via Crespi (07/09/17)

Una proposta:
 Quella prima domenica d’Aprile (17/04/16)

La poesia più letta:
 Amore crudele (10/05/11, 7688 letture)

  


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