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Dei verbum

Giuseppe La Marca

Spirituali

Nel nome suo del tutto impronunciabile
ti attardi ogni parola a interpretare
ma uccidere per lui è inaccettabile
e il verbo suo in programma è solo amare.

La mente tua con essa è tramutabile
e facilmente cade nell'errore
trovando un dio crudele ed impossibile
che predica la cura del terrore

e uccidi nel suo nome sacrosanto
ma non è stato lui a dirti “fallo”
in nessuno versetto in nessun canto
ti insegna ad imitare lo sciacallo.

Il suo è un comandamento universale
“ama il prossimo tuo come te stesso”
nei nostri cuori non può starci il male
né tanto meno il male oscuro impresso.

Giuseppe La Marca | Poesia pubblicata il 26/11/15 | 1965 letture| 6 commenti

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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6 commenti a questa poesia:
«Ottima lirica. Un contenuto che posso solo apprezzare non solo per la struttura quanto per il principio fondamentale dell'amore che governa il mondo e che unisce o dovrebbe. Nessuna religione può contemplare e dettare la morte di qualcuno.»
Luciano Capaldo

«Con o senza Dio
il tuo pensiero è il mio...
Far vincere l'amore
il vero primo attore!»
Peppe Cassese

«Di grande attualità l'impegno poetico dell'Autore... che trova nella giusta e universale chiusa l'unico pensiero valido da vivere e condividere...
Molto apprezzata...»
Antonio Biancolillo

   «Poesia inerente agli atti terroristici verificatesi in Francia, nel cuore la guerra non può sussistere, alcun Dio ci dice di farla ed uccidere il proprio simile.
Versi ben stilati, piaciuti molto. Complimenti all'autore»
Clelia Maria Parente

«Nessuna religione contempla quale pensiero eloquente l'uccisione di esseri viventi o, addirittura dei propri simili. Testo ben organizzato nella stesura e nella tematica difficile per sé da trattare.»
Ausilia Giordano

«Sono quartine di endecasillabi piacevolmente ed armonicamente scritte (anche se non amo tanto l'uso del maiuscoletto), ma che mi lasciano perplesso sul contenuto. Molte religioni, ed in particolare quelle monoteistiche, contengono, se non incitamenti, parole e scene di violenza. Non solo del Corano, ma anche della Bibbia se ne sconsiglia la lettura ad anime particolarmente sensibili, e Gesù non disse forse che era venuto a portare la spada, e non la pace ("Vangelo secondo Matteo") ? Probabilmente abbiamo tutti inventato un Dio per rappresentare la forza della Natura, ed essa è violenta (terremoti, alluvioni, eruzioni...) ; il rimedio, forse, potrebbe essere l'affermazione di un mondo artificiale creato soltanto dall'Uomo Razionale.»
Antonio Terracciano


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