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Stabat Mater MMXVII

Massimiliano Zaino

Spiritualità

Se i tuoi occhi a me non volgi che in vil pianto,
no! non reggo a' la pena tua, e a' tuoi urli, e a' tue
lamentanze. Se tu mi scruti in cuore
mi vergogno di questo tuo dolore,
perché tuo Figlio è morto anche per me.
Stai silenziosa dinnanzi a una croce,
e vedo e sento che co' pugni graffi
l'insanguinata terra; e ti sovviene
quasi un senso di naüsea, e la spene
in te, o meditabonda, più non v'è.
Ininterrotto pianto ora ti avvolge,
e pur sdegni che l'altre donne intorno
desìderino placar la tua doglia
con carezze sottili come foglia
che nell'autunno da un faggio cadé.
E intanto conto i miei oscuri peccati,
il duolo invitto dell'essere Uomo
su' i chiodi conficcati
in ogni atòmo;
conto le guerre sulla sua corona,
Satana grida, la ridda ne danza.
Mostro che non perdona
egli vi avanza...
e sono fango, e sono Nulla, un germe
che ho perduta la via de' i Cieli eterni,
sono il Sogno di un verme
tra larve e scherni.
E tu per colpa mia, tu! piangi, o Donna,
mentre un Romano indifferente sguardo
ti rivolge, e più mai non senti il Verbo
parlar dal Cielo a suo Figlio, al suo Servo,
e tace Iddio, e nel tacèr muore il Re.
Che io possa almeno dischiudere il cuore
per dargli un degno sepolcro di carne!
Che io cada a' piedi tuoi Iddio a contemplare
mentr'Ei l'estremo spiro va a esalare!
Che io muto e in mio rossòr pianga con Te!...
E viene presto il Tramonto a risplèndere.
Alla mia Ánima or sarà donata
la gioia del Paradiso?

Massimiliano Zaino | Poesia pubblicata il 14/04/17 | 239 letture| 1 commenti

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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1 commenti a questa poesia:
«Con uno stile denso di arcaismi, a cui non sono abituata, che riporta la scrittura nell'alveo di canoni poetici della tradizione letteraria antica. La lettura di questa lirica mi riporta a Jacopone da Todi; una laude alla Madre che piange Suo Figlio e nello stesso tempo una disamina sul male del mondo, sul senso del peccato e della colpa, sulla piccolezza umana. Il filo conduttore è la mancanza di fede e di speranza e un senso, in questo caso da parte del poeta, di impotenza e inadeguatezza che lo porta dubitare sul senso redentivo della croce.»
Anna62

  
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Massimiliano Zaino ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 32 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Il Cigno e l'Aquila (19/10/09)

L'ultima poesia pubblicata:
 Stabat Mater MMXVII (14/04/17)

Una proposta:
 A una Sentinella (18/01/17)

La poesia più letta:
 Sogno gotico d'Amore foriero d'Ingiuria al Sognare (15/01/10, 5844 letture)

  


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