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Quand’ero poeta

Michelangelo La Rocca

Riflessioni

Ricordo quand’ero poeta
innamorato del nostro pianeta,
cantavo l’affascinante creato,
mi sentivo felice e beato.

Del neonato esaltavo il candore,
del sole il grande splendore,
della primavera il dolce incanto
dell’usignolo il piacevole canto.

Inneggiavo all’alba, all’aurora,
al sapore di fragola e mora,
mi ispiravo al chiarore di luna
degli amanti un porta fortuna.

Penso ai versi scritti col cuore
cantando il romantico amore,
alle tante rime baciate
dedicate alle dolci amate.

Ora i versi tristi e atterriti
di corsa da me sono fuggiti,
han visto uccidere spose
dai coltelli dei propri mariti,
han sentito venti di guerra
soffiare su tutta la terra.

Hanno visto muri alzati
con terribili fili spinati
per respingere gli immigrati.

La mia Musa silente tace,
attende che ritorni la pace.
Tornerò a scrivere un verso
sol quando l’uomo sarà diverso:
se non ritorna l’amore nel cuore,
la poesia non vive, ma muore!

Michelangelo La Rocca | Poesia pubblicata il 15/04/17 | 1575 letture| 5 commenti

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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5 commenti a questa poesia:
«Il poeta ama cantare la bellezza del reato, l'amore, l'armonia della natura; mentre le atrocità, le guerre, l'odio e la morte non fanno parte di questo dolce il sentire e solo il silenzio riesce ad esprimerne tutto il dissenso... veramente splendida e significativa, complimenti all'autore.»
Angela Rainieri

«Ci sono momenti di stanchezza e di disperazione… ci sono momenti di buio… sembrano ovattati e che annullano anche i respiri… si vorrebbe avvolgersi di buio... senza più quella ispirazione ad inneggiare l’alba e il tramonto di ogni giorno…
Ma in quel buio non potremmo vedere il volo di farfalle variopinte, non potremmo sentire i profumi di buono del pane appena sformato o della pelle di un neonato… in quel buio senza più la nostra MUSA “L’AMORE” non dovrà e non potrà avvolgerci per sempre…ma per poco…nell’attesa sicura che gli occhi sorrideranno ancora all’Amore…. Poesia di profondo impatto emotivo, accompagna il lettore dalle terre oscure e lo porta fino ai colori della speranza nuova…
Molto apprezzata…»
Antonio Biancolillo

«È vero, se non ritorna l'amore nel cuore la poesia muore. Il Poeta non può più esprimersi come prima per tutti gli orrori, le calamità e le ingiustizie che si stanno verificando su tutto il pianeta. È un bellissimo canto che è sgorgato dal cuore dell'autore per smuovere le coscienze intorpidite... Scrivere poesie è un'esigenza profonda e intima che si sente nell'anima ma non si possono scrivere versi quando il cuore sanguina per i mali del mondo. Si potrà scrivere ancora quando l'umanità capirà gli errori e correrà ai ripari. Una composizione che ho apprezzato per il contenuto di alto spessore e per la forma rimata e musicale.»
Sara Acireale

   «Un inno alla pace, al cambiamento che ogni essere umano dovrebbe operare dentro se stesso e che a tutt'oggi ancora non si vede ... una enfatica preghiera affinché ognuno ne prenda atto e la poesia stessa riprenda ad avere un senso ...»
Maria Luisa Bandiera

«Bella, poesia di un amore autentico verso la natura, il prossimo, la vita. Non si smette mai di essere poeti anche se i tempi cambiano per colpa della mano umana che a volte è contro tutti: simili e natura. La speranza è lì, in quel cuore di musa che attende momenti propizi e ritornare così poeti che scrivono della felicità. Piaciutissima. Bella, scorrevole, ben rimata fra immagini della realtà.»
Angela Schembri


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Michelangelo La Rocca ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 23 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Il salice piangente (19/10/11)

L'ultima poesia pubblicata:
 Un pianeta nel caos (30/01/19)

Una proposta:
 La rosa, i suoi petali, le sue spine (27/10/17)

La poesia più letta:
 U viddanu (14/12/11, 5508 letture)

  


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