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Numeri in fumo

Cinzia Gargiulo

Sociale

Ero un uomo
sono diventato un numero
tra altri numeri.
Ore dilatate
trascorse nei campi.

A sera
per i più fortunati
una doccia a secco
con quell’odore forte
a dare il sonno forzato.

Il soffio del vento
a farmi compagnia
spazza via le ceneri
in una danza macabra
al ritmo d’una musica popolare.

I piedi sanguinanti
concimano la terra
e nel delirio della fame
vagheggio la libertà
oltre il filo spinato.

Oggi m’hanno premiato
ho smesso d’esser numero
ho fatto la doccia anch’io!

Cinzia Gargiulo | Poesia pubblicata il 28/01/18 | 178 letture| 5 commenti

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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5 commenti a questa poesia:
«Numeri... solo numeri come per la carne da macello... questa era la fine per uomini che erano considerati come il male in terra... uomini considerati come una razza inferiore... una razza da eliminare completamente cancellando tutto di loro... doveva restare solo cenere come risposta alla loro presenza sulla Terra... un testo intenso che commuove»
Giacomo Scimonelli

«Numeri... soltanto numeri si diventa e le condizioni di vita sono disumane.
"Se questo è un uomo" scriveva Primo Levi.
No, non è un uomo... non può esserlo chi provoca uno simile scempio, chi tratta i suoi simili in modo orribile, chi li marchia come bestie che devono andare al macello. Versi che entrano nell’anima e, speriamo, che possono scuotere per un po’ le coscienze addormentate.»
Sara Acireale

«Non ci sono parole di fronte a tanta insana crudeltà umana... Solo un numero era ciascun uomo, donna, bambino, o forse neanche quello... non erano nulla, solo morti che camminavano, ancora per poco. Un testo forte, per non dimenticare!»
Rosanna Peruzzi

   «Sentita e originale poesia che, nelle sue cinque strofe, fa parlare un internato nei campi di concentramento nazisti. Ma, a pensarci bene, non potrebbe essere quell’internamento inteso anche come una metafora delle nostre vite di tutti i giorni? Non si comincia col far credere ai giovani che "Arbeit macht frei", mentre li si trasforma in numeri? E quella strana musica che sembra risuonare nei lager e che allontana la tristezza non equivale forse ai moderni concerti rock? Ci illudiamo di essere liberi solo perché il filo spinato non lo vogliamo vedere, e quella doccia serale (sulla quale la poetessa si sofferma due volte) potrebbe corrispondere a qualche tranquillante, a qualche sonnifero che ci permette almeno di dormire un po’ ...»
Antonio Terracciano

«una lirica sentita ed apprezzata che rende l’idea del tema trattato... una chiusa intensa che fa rabbrividire»
carla composto


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Cinzia Gargiulo ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 25 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Polvere di stelle (14/10/10)

L'ultima poesia pubblicata:
 Numeri in fumo (28/01/18)

Una proposta:
 Patti dell’altro mondo (12/03/17)

La poesia più letta:
 Polvere di stelle (14/10/10, 8475 letture)

  


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