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Fuga di un uomo

Angelo Margarone

Introspezione

Non suoni,
ma rumori
furono le sue parole,
fatte di lettere
che si staccano,
si mescolano
e si perdono nel vuoto.

E con loro
quell’uomo
perse se stesso,
tutto ciò che era stato
e che aveva donato.

Salì su quel treno
e non fece più ritorno
né in quella terra
né in quel cuore,
come vento impetuoso
che apre una finestra
e fa rumore,
ma che poi svanisce
senza lasciar traccia.

Era la fuga di un uomo
dalla prigione di se stesso,
con le ali ritrovate
della sua libertà.

Angelo Margarone | Poesia pubblicata il 30/03/18 | 148 letture

 
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Nota dell'autore:

«Un uomo che fugge dalla prigione di se stesso con le ali della libertà.»

 

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