Poesie scelte da Scrivere.info

Il canto di un migrante

Sara Acireale

Sociale

La mia terra è lontana,
il mio canto evapora
col respiro del vento.
Son partito di notte

dietro di me ho lasciato
la paura e il tormento
ho camminato tanto
fino a fermare il tempo.

Terrore dentro gli occhi
per chi non sa nuotare
siamo in balia delle onde
si compie il nostro fato.

Il mio cuore sopporta
un’antica sofferenza

- la guerra con la miseria
degli affanni per poi annegare
dentro l’acqua della vergogna -

Sara Acireale | Poesia pubblicata il 24/10/18 | 824 letture| 13 commenti

 
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Nota dell'autore:

«Poesia partecipante al Premio Scrivere 2018 nella categoria sociale per il tema "Migranti: Tante storie, Umanità disattesa”.»

 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.


13 commenti a questa poesia:
«Meravigliosa struggente lirica che decanta tutta la drammaticità della tragedia destinata ad esser la più rovinosa dell’umanità se un’inversione di tendenza ad affrontarla non ci sarà. Apprezzatissima poesia.»
Danilo Tropeano

«Si spendono centinaia di miliardi di euro per esplorare lo spazio o per arricchire gli arsenali militari mentre ci si dimentica degli esseri umani che giornalmente muoiono in ogni parte del globo... non si pensa minimamente ad aiutare persone che convivono con la morte e con la paura... gente costretta a scappare dalla propria terra per cercare pace e serenità... uomini, donne e bambini che sfidano la morte per riuscire a dare un senso alla propria vita. In questi versi l’Autrice riesce a trasmettere la propria sensibilità con parole e pensieri commoventi che si possono solo condividere... un testo chiaro e coinvolgente»
Giacomo Scimonelli

«...Questo Canto che nasce da un cuore che sopporta un’antica sofferenza dovrebbe essere letto da coloro che fabbricano armi come ricorda Giacomo... ma temo che non ci sia niente da fare... d’ altronde il Libro dei Libri è una ripetizione continua di violenze, in nome di Dio, ovviamente... nemmeno l’aggiornamento dei Quattro Vangeli con la preghiera di porgere l’ altra guancia ha mutato l’animo dei mortali... temo che la Bellezza come scrive Dostoevskij nell’ Idiota non salverà il Mondo...»
romeo cantoni

«testo che tocca il cuore un tema sociale importante ben trattato dalla vslete poetessail miosicero plauso per questa bella opera»
carla composto

«Poesia che conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’alta sensibilità umana e sociale della poetessa. Il dramma della migrazione è l’autentico dramma del terzo millennio e riguarda tutti i Paesi, tutti continenti. Occorre senso di umanità e di alta sensibilità per trovare la giusta coesistenza. Apparteniamo tutti alla stessa razza, quella umana, siamo diversi colori ma abbiamo gli stessi valori. Prima lo comprendiamo meglio è per tutti, prima che sia troppo tardi. Complimenti alla Poetessa!»
Michelangelo La Rocca

«"La guerra con la miseria" è Il Verso Che spiega l’amara realta’ Che ci circonda.
I fatti vissuti le contrastanti posizioni i conflitti e le dolorose vicende partono tutte da quel verso . E ‘ necessario Che le ricchezze acquisite nei secoli dai colonizzatori tornino in qualche modo da Dove sono pervenute!»
Giovanni Ghione

«Parole nette e precise che denunciano una vergognosa piaga dell’umanità.»
Augusto Cervo

   «Testo struggente che commuove, in un retaggio
antico oltre un significato, di lotta, miserie rivalse.
Versi che descrivono col cuore e l’anima
una gente forte e intensa, attraverso vicissitudini affrontate
per affermare la propria dignità.
Molto apprezzata!»
Eolo

«Lasciare la propria terra per sbarcare in un altro luogo dove non si sa cosa si puo trova è una esperienza da far tremare i polsi. Avevo sedici anni ed ero quasi un bambino a quei tempi, quando sbarcai a Firenze lasciano la mia terra di Sicilia (a Messina) I miei genitori erano spaesati e dubbiosi come e più di me, so cosa vuol dire tutto questo. Questa poesia ben scritta mi ha fatto rivivere quei giorni in cui ero triste e spaesato.»
Umberto De Vita

«Una triste realtà ottimamente rappresentata dalla brava Poetessa i cui versi fanno riflettere, fino alla commozione. Tutti hanno diritto a una vita dignitosa e libera, lontano da guerre e carestia e tutte le nazioni dovrebbero non solo capire, ma anche aiutare. E’ una poesia che arriva lontano, là... dove finisce la luce e inizia il buio di situazioni veramente al limite. Grande lavoro.»
Pagu

«Una triste realtà tradotta in versi con maestria. Mi hanno colpito soprattutto l’apertura e la chiusa dove si evince in particolare la precarietà e la sofferenza della situazione descritta. Tutta molto espressiva, comunque.»
Marco Galvagni

«Sempre dedita al sociale, la cara autrice descrive in versi un vecchio retaggio.
Poesia che commuove e fa riflettere!»
Marinella Fois

«Versi che arrivano in fondo all’anima, perché li ho vissuti in carne propria. Quel paese straniero che ha accolto me e tutta la mia famiglia si chiama Venezuela. Era il più ricco di America Latina... Ora, la gente muore di fame e non c’e nessuno che gli tenda una mano! Stiamo attenti noi Italiani, che la nostra situazione non è bella per niente!»
Franca Merighi


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Sara Acireale ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 20 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Tempesta (30/09/08)

L'ultima poesia pubblicata:
 Il canto di un migrante (24/10/18)

Una proposta:
 L’universo ci farà sognare (09/01/18)

La poesia più letta:
 Un amico è come il sole (09/07/09, 20243 letture)

  


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