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Clandestini

Klem D' Avino

Sociale

La vecchia carretta di mare
col pieno di carne umana
comincia lo stanco arrancare
con meta la riva lontana.

Va alla deriva tra gli alti flutti
con la stiva piena di sogni distrutti.

Scappano dalla guerra
con la morte nel cuore
scappano da una terra
dove si mangia dolore.

Affrontano il mare
per dare ai figli
un futuro d'amare.
Ma i nuovi confini
hanno fragili appigli
e i loro destini sono segnati
da chi non fa altro
che chiamarli clandestini.

Klem D' Avino | Poesia pubblicata il 04/12/08 | 1578 letture| 5 commenti

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
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5 commenti a questa poesia:
«Ho vissuto in Senegal, Mali, Niger e Sierra Leone oltre che a Rio de Janeiro per lavoro, ho vissuto le loro anime stanche, i pianti silenziosi, ho pregato con loro per un mondo migliore, ho asciugato il sudore di uomini stanchi. Se una persona non vive un popolo mai lo potrà comprendere. Clandestini sono loro... clandestini siamo stati noi e lo siamo perché ancora cerchiamo in altre terre chi può comprendere i nostri cervelli (sperimentatori e ricercatori scappano dall'Italia)
Vogliamo proteggere una terra che consideriamo solo nostra non sapendo che la terra è di tutti, forse dovrebbero migliorare le leggi... ma questa è un'altra storia...
Piaciutissima apprezzatissima, entrata nelle vene, fermata nel cuore»
Rosy Marchettini

«quanti sguardi ho visto nei cui occhi leggendo sul fondo ho trovato speranze e sogni spenti, spenti dall'indifferenza... poesia splendida, su di un tema che scotta e davanti al quale posti tanti nascondono il capo per non vedere...»
Rasimaco

«Si muore e muoiono questi occhi che cercano la spernza di un nuovo domani... Tanta è la loro disperazione che non si curano dei pericoli che dovranno attraversare... Bella»
Antonio Biancolillo

   «Nella speranza di un mondo migliore affrontano i perigli del mare, cuore forte come leone in nome della'amore lasciato in terre amare,, parole che ti scaraventano sul quel barcone a condividere le ansie la paura dell'incerto appiglio del domani, versi toccanti, che l'utore traduce in poesia, grazie.»
Lina Maria Cino

«Bravo! Bella poesia! Un tema forte, scottante! Un problema attuale che tocca la coscienza di tutti.»
Caterina Viola Scimeca


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