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Il profumo della povertà

Michelangelo La Rocca

Riflessioni

Non avevo giocattoli,
non ricevevo regali,
non c’erano da leggere
fumetti o giornali.
Mancava un pallone
da prendere a calci,
anche un campetto
sul quale giocarci.
Avevo niente
ma ero felice
come nell’infanzia
ai bambini si addice.
Ricordo i profumi,
gli irresistibili odori,
i belli e vivaci
mille colori!
L’odore del pane
appena sfornato
dopo tant’anni
non l’ho scordato.
La linda fragranza
della povertà
nessuna opulenza
di certo ce l’ha!

Michelangelo La Rocca | Poesia pubblicata il 11/05/21 | 1002 letture| 9 commenti

 
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9 commenti a questa poesia:
«Rileggere questa poesia è come un immergersi in quel tempo in cui bastava un niente per essere felici, una palla di pezze stracci per divertirsi ed essere allegri. E poi quel profumo di pane appena sfornato, profumo che si avvertiva in ogni angolo, in ogni strada. C’era una povertà, come ben dice il poeta, profumata. Una povertà che aveva il profumo della bontà, dell’allegria, della felicità e di tanta ricchezza interiore. Penso che un po’ tutti abbiamo nostalgia d’un periodo sano e genuino. E bene ha fatto il poeta Michelangelo La Rocca a scrivere e a riproporre questa bella lirica.»
Alberto De Matteis

«Ricordi indelebili di un’infanzia gradevole che ci riporta ad apprezzare i veri valori di gente povera ma ricca dentro, che si alimentava da cibi genuini e primari come il pane ed il latte, essenziali non solo al fabbisogno alimentare ma, come ci racconta il poeta... non si dimenticano più.»
Alessandro Sermenghi

«Il profumo della povertà che rende ogni briciola ... un tesoro.
Penso spesso che la ricchezza sia un velo che non ti permette di toccare le essenze. Bella»
Duilio Martino

«Che bei tempi quando da bambini ci accontentavamo di poco! Oggi il sistema consumistico ha cambiato tutto, anche la mente di tutti. E’ assolutamente necessario fare un passo indietro per sopravvivere su questo pianeta... ma chi lo fa? Siamo ormai tytti abituati così. Lirica molto bella di un poeta che ha la memoria buona! Un elogio.»
Giuseppe Mauro Maschiella

«Tempi remoti, in cui la vita era più semplice e
genuina, portando con sè spensieratezza e
felicità, al di fuori di tanta evoluta tecnologia...
Poesia apprezzata»
Silvia De Angelis

   «Il passato, a mio avviso, non si può paragonare al presente... bastava veramente poco per essere felici. La fantasia era padrona assoluta e si viveva all’aria aperta, gioendo con poco e sfruttando ogni occasione per condividere emozioni e avventure. I giocattoli? Per alcuni restavano sogni... ma l’infanzia veniva vissuta ugualmente con serenità. E poi, come dimenticare alcuni odori, come quello del pane appena sfornato... Non si può dimenticare e non si può di certo dire che l’abbondanza di oggi sia stata un vantaggio rispetto al passato. Molti bambini hanno tutto e troppo e non sfruttano le proprie potenzialità, visto che hanno poca fantasia per divertirsi senza giochi elettronici e marchingegni vari. Una Poesia che fa riflettere. Piaciuta.»
Giacomo Scimonelli

«ricordi di fanciullezza, momenti lontani,
quando c’era poco o niente
e bastava correre su polverosi cortili
giovare senza nulla, ma con tanta allegria
di stare insieme, bastava un bastoncino
e tracciare disegni per terra, un fazzoletto,
e divertirsi a rubarlo, o spogliare margherite
e sognare ad ogni petalo piccoli desideri
saltellare con una corda a chi era più bravo
e diventava buio e si aspettava domani ...
Bella lirica, ricca di emozionanti ricordi .Elogi»
Stefana Pieretti

«Bellissimi ricordi della propria infanzia, infatti c’era poco, ma ci accontentavamo lo stesso, importante era stare insieme, e anch’io ricordo la fragranza del pane che mia mamma e mia nonna facevano nel forno a legna . Bellissima, complimenti.»
EmiliaGuerra

«Noi "ragazzi di ieri" eravamo felici con poco, gli occhi sorridevano e il cuore era allegro perché si giocava all’aria aperta.
Non è vero che non avevamo niente: avevamo la libertà di giocare, di divertirci assieme ad altri bambini. Ricordo ancora le grida gioiose e le risate in un cortile. Sono bellissimi ricordi che rimarranno tatuati in modo indelebile nello scrigno del cuore.
Oggi i bambini hanno tutto ma non giocano fuori in un cortile, stanno sempre a smanettare con la playStation, oppure davanti a un telefonino perdendo di vista la realtà.»
Sara Acireale


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Michelangelo La Rocca ha pubblicato in questo sito:
 Le sue 26 poesie

La prima poesia pubblicata:
 Il salice piangente (19/10/11)

L'ultima poesia pubblicata:
 Il cielo di Kabul (20/08/21)

Una proposta:
 Il profumo della povertà (11/05/21)

La poesia più letta:
 U viddanu (14/12/11, 7597 letture)

  


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